Dal Tam-Tam ai Bit- Byte

Il Tam-Tam, i segnali di fumo e altre diavolerie del genere furono i primi esempi di MEDIA, ovvero i primi mezzi per comunicare e trasferire informazioni a i propri simili tra un luogo ed un altro. La tecnica e il progresso man mano misero a disposizione nuovi e più veloci mezzi, la stampa, il telegrafo, la radio, le rotative, la televisione, il computer ed internet, con i quali le comunicazioni possono volare in ogni parte del globo. 

Questi i mezzi: il fine, l'informazione, è invece altra cosa .....

 

I TIFOSI E IL TELEGRAFO LA RADIO E LA TELEVISIONE
Bei tempi eroici dello sport, quando si restava ore e ore in (attesa del risultato) che teneva il cuore in trepidazione, nelle sere domenicali! La squadra cittadina era andata a lottare contro un’altra compagine, nel campo di questa; i tifosi sospiravano, discutevano, nei caffè, nelle piazze, attendendo la comparsa dei tabelloni annuncianti i risultati. La radio non era ancora adibita alla diffusione delle notizie sportive, e il solo telegrafo comunicava i risultati attesi.
Boati di gioia o di dolore, ondate di ebbrezza o di scoramento accompagnavano la comparsa dei tabelloni, coronanti spesso in malo modo (le squadre in trasferta, si sa, sono maggiormente esposte alle sconfitte...) le tremebonde attese dei tifosi... Nelle città meno importanti, nei paesi, nei villaggi, le notizie giungevano, spesso con forti ritardi, e i tifosi prolungavano oltre misura la loro smaniosa aspettativa, impegnando immancabili discussioni sovente non troppo consone alle regole della tranquillità. Spessissimo pullulavano le false notizie diffuse dai soliti bene informati che pretendevano conoscere i risultati prima degli altri. (— Ti dico che la Pro Vercelli ha vinto tre a zero! —• Ma no, ha perso quattro a due! l’ho saputo in via assolutamente sicura! -—)„; e queste voci, serpeggianti tra i tifosi, contribuivano ad accrescere lo stato di nervosismo che accompagnava la prolungata attesa.
In certi casi occorreva addirittura acconciarsi a leggere i risultati nei giornali, il giorno dopo; e capitava persino che certi tifosi di squadre pur abbastanza in alto nei valori sportivi, erano ridotti a dover recarsi alla stazione ad aspettare pazientemente il ritorno dei loro beneamati campioni, se volevano conoscere con sicurezza l’esito della gara: e dopo attese snervanti a fianco delle rotaie, nel cuore della notte, avevano magari la... soddisfazione di scorgere fisionomie meste e accasciate sotto un greve fardello di gol: espressioni che si riflettevano istantaneamente sui volti dei tifosi delusi.
Poi, venne la radio:’ e per i tifosi fu una vera manna! Essi potevano essere informati celermente dei risultati che tanto stavano a cuore, e nelle partite più importanti poterono seguire spiritualmente le varie particolareggiate vicende, or tristi or liete, dei campioni preferiti. Tra le pareti domestiche, davanti agli occhi attoniti della suocera o della fantesca, il tifoso scattò giubilante quando la voce dell’annunciatore descrisse l’azione irresistibile di un gol di squisita fattura, o si abbatté, sudato ed esausto, con la testa tra le mani, udendo che gli avversari infilavano la rete della sua squadra. Ma spesso, ahimè, sul punto più importante di una partita, mentre l’azione si svolgeva cruciale in area di rigore, un infernale borbottio disturbò irrimediabilmente la trasmissione: « La Roma attacca— spara in gol... il portière rossoblu con un salto acrobatico tenta di... cracc, cracc, zrzrzr... ». E il povero tifoso si arrabattava invano a muovere manopole e valvole, maledicendo le scariche atmosferiche, la radio, le onde eteree, gli scienziati, eie, etc...
E nel futuro?... Allorché la televisione funzionerà in pieno, gli sportivi potranno avere innanzi agli occhi lo stadio, i giocatori caracollanti sui bulloni, il pallone malmenato brutalmente a destra e a sinistra da piedi, da cervici e talvolta da mani astute...
I tifosi urleranno a squarciagola, fra il terrore della vecchia suocera e della domestica: — Ma arbitro, non vedi che ci sono gli estremi per il rigore? Venduto! Assassino! Furfante! —; e saranno tentati di lanciare proiettili più o meno contundenti verso l’immagine arbitrale che, impassibile di fronte alle loro proteste, continua a sgambettare sull’immagine del verde tappeto...
Il progresso tecnico fornisce e fornirà agli sportivi mezzi ognor più perfezionati per assistere anche da lontano alle gesta dei beniamini: ma si può essere sicuri che le ansie e le pene dei tifosi continueranno immutabili, e anzi si accresceranno sempre più!

Giuseppe Loreta

Piloti  & Linotipisti

Ovvero, quando il traguardo è un candido foglio bianco di un medium

"Per Ragione di Spazio" con questa semplice frase, tante volte, certamente troppe, si è trovato il modo di non citare i fatti, gli accadimenti, ma anche i risultati, le foto e finanche i nomi delle migliaia di atleti impegnati nelle cronoscalate.

Lo Spazio su un foglio di carta bianca è facile immaginare che è molto ristretto ( un po' meno capire perché è riempito sempre delle solite cose) e questo è l'asso nella manica dei direttori dei giornali, redattori, giornalisti e semplici collaboratori. Asso che anche le TV chiamandolo con altro nome; palinsesto, continuano con nonchalance a spacciare per sport quello che altro non è che un surrogato di pubblicità.

Per fortuna arriva la rete, Internet, dove lo spazio perde la sua funzione di confine delimitato riappropriandosi del suo significato romantico di infinito. Peccato però che la musica non cambia: "..stessa strada stesso posto,.." (è stato abolito solo il successivo Scusa...) per barbari, bambini e "piloti della domenica" (come se si corresse anche gli altri giorni) lo Spazio è ancora limitato a qualche povero "blog" autogestito ed invisibile, che non coglie neanche il senso del collegamento, quel famoso Link, con nuovi ed infiniti spazi.

Bahh? viene il dubbio che lo Spazio fosse una bufala e dietro si nascondeva e lo si fa ancora, la mancanza di competenza, la superficialità è l'insensibilità verso la Storia, gli eventi dei più. Certo è molto più facile stare con gli Dei Greci, almeno con quelli più conosciuti, ignorando tristemente tutto il resto e più tristemente autoproclamandosi esperti.

E i linotipisti? bah, forse i soli a dover combattere con lo "spazio" da trovare per far combaciare il pesante piombo al leggero e candido foglio di carta.

TELEVISIONE, DVD E INTERNET

E Vai..., con tutto ciò a disposizione ci ritroviamo, sdraiati sulla nostra poltrona, panino, beveraggi e sigaretta (per i pochi irriducibili fumatori), direttamente sui campi di gara, non proprio idilliaco per uno sportivo ma a quanto pare "così fan tutti".

Ma non è tutto rose e fiori, la TV a parte quella specie di   "Grande Fratello" che ci ripropone le gesta di una dozzina di VIP prigionieri in un isola che chiamano circuito, dalle cronoscalate si tiene a debita distanza.

I DVD sono spesso parziali, privi di commenti (per fortuna dicono in tanti..), di classifiche, sono lenti nella distribuzione e hanno un circuito che si potrebbe definire "underground", costano, è il target è limitato a qualche pilota che ha partecipato a quella gara e uno sparuto gruppo di appassionati che spesso masterizzano, duplicano e scambiano tra loro.

Per fortuna c'è Internet, che ci permette di condividere in modo globale qualunque cosa (a parte il panino ed il contorno) è veloce e perfino gratuito. Foto, classifiche, brevi filmati sino ad arrivare alle dirette web con 4, 5 o 8 ore di trasmissione, dove i panini non bastano e che mettono a nudo un mondo sconosciuto ai più, fatto di grande entusiasmo sportivo, di alte performance, ma anche di lacune, di sbagli ed imprevisti in un settore che si vuole per forza professionalizzare ma che trae la sua forza dall'entusiasmo e l'improvvisazione.

 

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